lunedì 2 luglio 2007

pensieri notturni

sono qui in casa. sono le 2, l'orologio sulla scrivania corre un po' e segna le 2:11, ma ormai non mi inganna più e so già che non è attendibile. silenzio intorno. la tele accesa solo per far rumore. sono a casa da sola, e i rumorini mi mettono l'ansia a quest'ora, come se fossero tutti pronti ad entrare in casa mia quando è notte. il ronzio del pc costante e rassicurante. la pubblicità del solito jogurt che non comprerò mai, provo a fare zapping senza troppa convinzione, vorrei ascoltare la musica, ma so che a quest'ora è una pessima idea perchè rischio di scivolare in una malinconia senza fine, esserne risucchiata come in un buco nero e ritrovarmi alle 6 del mattino a scrivere fiumi di parole nere su pagine bianche che non aspettano altro, ma questa sera no. non è il caso. troppe emozioni insieme il mio fragile cuore non le può reggere. sono in equilibrio. decisamente instabile. non è il caso di darmi la spinta finale. e così sono qui ad ingannare il tempo. a sperare che mi venga sonno. e chiaccheravo con un po' di persone, ed è incredibile come riescano sempre a scegliere il momento giusto per chiedermi come va, per fare due chiacchere. le persone giuste al momento giusto. e poi mi ritrovo davanti dei muri, ma forse me li sono costruiti io e non contano. li ho dentro. se li volessi abbattere potrei farlo probabilmente. ma non voglio, anche se penso d volerlo.
sono complicata, la novità della giornata è che sono complicata. io con il mio pc che vive una vita sua, con il mio ricominciare ogni giorno e sentirmi dire che non lo faccio, che sono debole. io che lo so che non è vero, che lo so che il mio sforzo non è nulla. che sto a galla per miracolo anche se non sembra. e mi ritrovo a guarare il telefonino nel momento stesso in cui mi arriva un sms... "dormi? io indovina... non dormo... che fai?" e se lo sa che sono sveglia un motivo ci sarà. e magari sbaglio tutto, magari ha quello che voglio ma io non lo voglio da lui. magari i miei mezzi impegni per lui sono impegni interi. però lui sa, io so. e allora non ha senso starci a pensare.
ed il pensiero dolce a maro di me dall'altra parte del mondo, in un qualche porto, insieme a persone che nonostante tutto mi continuano a scrivere e mi dicono che si divertono, di raggiungerli. e la voglia di prendere un maledetto aereo mollare tutto e andare lì dove tutto sembra semplice, anche se non lo è... questa scappatoia sempre presente, lì. pure la scappatoia ha una data di scadenz... fra poco torneranno, loro torneranno e ripartiranno a fare quello che io non ho mi smesso di fare. e non avrò più la possibilità della fuga.
ci vuole più coraggio a rimanere avendo una via di fuga o a rimanere non avendocela? mi voglio convincere della prima.
e nel mentre tutti vanno a dormire e io rimango qui.
flusso di parole che voglio fermare, prima che diventi una piena irrefrenabile.

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