martedì 31 luglio 2012

GIUSTIZIA MORALE- MARC BEKOFF & JESSICA PIERCE

le premesse erano più che buone. gli autori son personaggi interessanti e l'accoppiata sembrava promettente: bekoff è un professore di ecologia, con all'attivo numerosi studi riguardanti il comportamento animale, alcuni dei suoi libri sono stati anche tradotti in italiano, ma non li ho mai letti. pierce è una scritttrice e una studiosa di filosofia. tutto faceva ben pensare, dagli autori all'argomento trattato: la moralità nel mondo animale. avendo letto già numerosi libri di etologia ero curiosa rispetto a questa sfaccettatura dell'argomento, ma devo essere onesta, mi aspettavo di più da questo libro.

il sommario è interessante: la moralità nelle società animali, i fondamenti di giustizia selvaggia, la cooperazione, l'empatia, la giustizia, posizioni contrarie alla moralità animale. ciò che lo è stato meno è la trattazione. ora devo fare un piccolo passo indietro: questi due autori sono i pionieri di questo aspetto dell'etologia. mai nessun libro è stato pubblicato sull'argomento. in effetti l'argomento è tabù nel campo etologico, sostenere che gli animali provano emozioni, empatia, che sono "etici" nel loro comportamento è qualcosa che viene detto a volte in modo ufficioso ma raramente in modo ufficiale, e quando avviene ecco che cosa accade: si afferma una cosa, poi si mettono "i puntini sulle i" puntualizzando cosa si intende, le eccezioni al caso... in pratica si dice una cosa e si nega poche righe dopo di averla detta. è la stessa cosa che è accaduta nel libro, purtroppo.

il nostro modo di vedere gli animali, soprattutto allo stato selvatico è piuttosto semplicistico, dovuto prevalentemente al modo di rappresentare gli animali in televisione: la dura legge del mondo animale, la sopravvivenza. gli animali sono istintivi, non ragionano nelle loro azioni. tutto quello che fanno è legato alla loro sopravvivenza o al massimo a quella del gruppo o della specie. tutto normale, se non fosse che ci sono animali che escono da questo schema. come si possono intendere i comportamenti altruistici al di fuori della propria specie? che motivo ha un elefante di aiutare una gazzella mettendosi in pericolo anch'esso? può essere che provi empatia, che capisca la sua paura e voglia soccorrerla? e la giustizia? gli animali hanno un concetto di giustizia? in alcuni gruppi l'elemento che "ruba il cibo" spesso viene isolato fino a quando non si adegua alle regole del gruppo. mentre questo sembra legato alla sopravvivenza del gruppo se l'elemento viene isolato anche se fa solo i dispetti o non sta al gioco, che significato può avere?

come dicevo l'argomento è decisamente interessante. per chi ha animali in casa molti dei concetti espressi sono banali, scontati. chi ha un gatto o un cane sa che quando si sta male sono particolarmente affettuosi e tendono a non mollarci un attimo, fino a che non ci rimettiamo in salute. si può chiamare empatia, affetto o con qualunque altro nome ma è una situazione in cui ci si riconosce senza troppa difficoltà. ho trovato paticolarmente interessante la difficoltà degli autori nello spiegare concetti, a volte banali, comprendendo che la loro difficoltà stava essenzialmente nel timore di essere fraintesi nell'affermare che molti animali provano sensazioni ed emozioni molto simili a quelle umane. dire che un animale prova "amore" è rischiosissimo per uno studioso di etologia, perchè significa antropizzare un comportamento animale, il che pare essere il peggior sbaglio che è possibile commettere in quel campo.

la mia sensazione (personalissima ovviamente) è che sia più un libro per gli addetti ai lavori. ricco di paroloni, riferimenti ad altri testi più tecnici (più di questo libro?!?)... per darvi un'idea la bibliografia alla fine del libro occupa più di 20 pagine! l'idea come dicevo è buona, ma gli autori hanno passato più tempo a dire cosa avrebbero spiegato (i primi 2 capitoli su 6 totali sono un continuo "come vedremo successivamente") e come, perchè, in che situazioni la loro conclusione è valida piuttosto che a raccontare episodi, casi e riflessioni sugli stessi.

non mi sento di sconsigliarlo in assoluto, per certi versi può essere interessante, soprattutto per chi ama una tipologia di libro in cui la saggistica e le definizioni la fanno da padrone, per quanto mi riguarda cercherò altri testi sull'argomento, ma meno "professionali" e più emozionali. come sempre vi ringrazio per l'attenzione!

Nessun commento: