martedì 25 settembre 2012

UNA BAMBINA SOLDATO - CHINA KEITETSI

ho letto non troppo tempo fa un interessante approfondimento sulla realtà africana in cui si accennava anche all'uso di bambini negli eserciti, ed era segnalato questo libro. alla prima occasione l'ho preso in biblioteca. è stato una delusione. non è ciò che mi aspettavo, anche se non voglio togliere nulla alla storia che viene raccontata.

la storia vede come protagonista una bambina, l'autrice del libro appunto. mi aspettavo un libro sulla vita dei bambini nell'esercito, su come riescono a reclutarli, su cosa fanno, perchè (ammesso che ci possa essere un perchè). ma in realtà questo libro non è nulla di tutto questo. questo libro è niente di più, niente di meno che la vita di questa ragazza. inizia il racconto da quando è in fasce e finisce il racconto quando arriva in danimarca. sono poco più di 300 pagine, dedicate alla vita nell'esercito neanche una cinquantina a ben guardare.

ad ogni modo penso sempre che ogni vita sia degna di essere raccontata e quindi l'ho letto con piacere, stupendomi a volte di ciò che raccontava, a volte arrabbiandomi per quello che leggevo. ho sempre la sensazione, però, che chi riesce a raccontare la propria storia sia in un qualche modo più fortunato e abbia vissuto meglio. tanto per chiarire, fra tutti gli ebrei nei campi di concentramento è diventato famoso primo levi, che però era in una posizione privilegiata rispetto agli altri ebrei nei campi e vedeva la loro vita da fuori, senza nulla togliere alle sue difficoltà ovviamente (che non erano poche). ad ogni modo la vita di questa ragazza è stata e sarà parecchio difficle. il passato è ben raccontato nel libro, per farvi un'idea vi basti sapere che fino a quando non entra nell'esercito dopo essere scappata di casa (età 8 anni) viene picchiata giornalmente dal padre, dalla matrigna, dalle nonne. più volte si rompe dita o braccia ma nessuno se ne preoccupa, capiterà più volte che si faccia male ma nessuno la soccorrerà e si dovrà aggiustare da sola. un'ustione alla gamba in pochi giorni svilupperà addirittura dei vermi e lei avrà paura che i vermi la mangino completamente, gli adulti si limiteranno a lavare la ferita e rifasciarla, come se niente fosse. la vita per una bambina africana pare essere parecchio dura soprattutto quando non si viene amati da nessuno. molti bambini spesso con un solo genitore in comune, ma nessun affetto fra di loro o in famiglia. anzi, per guardagnare l'amore e il rispetto degli adulti spesso fanno la spia riguardo cosa fanno gli altri. continuo il cercare cibo e il ribarlo, molte le incombenze che qui da noi non si affidano neanche ad un adolescente: cucinare i pasti, pulire la casa, i servizi, badare agli animali, fare commissioni andando in giro di notte da soli... un'infanzia che non è infanzia , almeno per come la consideriamo nel nostro paese.

esasperata da questa situazione alla fine scappa di casa (e ci credo!) come hanno anche fatto le sue sorelle. si arruola nell'esercito, una massa impaurita di bambini a cui però viene dato uno scopo, un ideale e un briciolo di rispetto. non esiste distinguo fra bambini o bambine, probabilmente perchè essendo considerati "carne da macello" non fa gran differenza di che sesso siano, basta che combattano in prima linea. i bambini nell'esercito sono l'ultima ruota del carro, nessuno si cura di loro e tutti approfittano di loro. non possono dire mai di no, l'unica risposta permessa è "si, signore", il risultato di questo addestramento è che questa ragazza non riesca a dire di no anche se solo gli viene offerto un caffe e non ne ha voglia. come si puà presto immaginare il "si, signore" è anche l'unica risposta che si può dare quando un superiore vuole approfittare sessualmente del soldato.

a questo proposito la mia impressione è che lei non sapesse cosa fosse il sesso. mi spiego meglio. è stata violentata da piccolissima, poi quando stava nell'esercito e dal mio punto di vista anche dal padre del figlioletto, ma non ne pare particolamente colpita, come se fosse la normalità. quando rimane incinta non se ne accorge, non capisce cosa succede quando la sua pancia "si gonfia e si muove" e quando partorisce è convinta di avere un fortissimo mal di pancia e non si spiega perchè perde "acqua". nessuno le ha mai spiegato nulla riguardo a procreazione o malattie veneree o differenza fra amore e sesso. addirittura si stupisce di produrre latte da dare al bambino! il bambino nasce quando lei ha circa 14 anni, anche se devo essere onesta le età e le date non sono chiare nel libro, è solo un insieme di ricordi, le età si deducono semplimente da frasi come "un anno dopo andai...". attualmente a quanto ho capito il bambino è affidato a qualcuno in uganda e lei non lo vede da molto tempo. nella sfortuna è stata fortunata: il padre del bambino è una persona onesta e si prende cura di lei e del bambino non fa finta che nulla sia successo come è accaduto alle mamme-bambine che ha conosciuto nella sua vita.

la sua vita nell'esercito intesa come vita al fronte è limitata, presto viene presa come guardia del corpo da un personaggio importante, pare che lì sia consuetudine prendere una guardia del corpo che ha una decina di anni, dargli un fucile e sperare che faccia il suo lavoro. in caso contrario si può sempre picchiarla finchè non impara a farlo. inutile specificare che anche quest'uomo approfitta ogni notte di lei dato che la ospita in casa sua e la fa dormire nella camera vicina a quella di sua figlia (di uguale età fra l'altro). fra questa mansione e la sua necessità di scappare da uno o dall'altro passa in diversi reparti, con diverse destinazioni, anche con l'aiuto del padre di suo figlio (personaggio noto nell'esercito).

ad un certo punto si fa troppi nemici e decide di scappare, così intraprende un viaggio in numerosi stati africani in cui fra una bustarella e un'altra finalmente arriva alle nazioni unite che la prendo sotto la loro ala protettrice e la trasferiscono in danimarca, dove può iniziare una nuova vita, attualmente è un'ambasciatrice dell'unicef ed è impegnata a fare in modo che quello che è accaduto a lei non accada ad altri.

è un libro duro, vero. scritto bene nonostante l'abbia scritto in inglese (che non è la sua lingua madre) e poi sia stato tradotto in italiano. una storia da leggere, senza alcun dubbio. come dicevo prima la mia delusione è dovuta solo alle mie aspettative, se lo avessi preso dallo scaffale senza saperne niente lo avrei apprezzato sicuramente di più. ve lo consiglio senza dubbio: leggerlo apre gli occhi su come la nostra vita sia infinitamente semplice e facile rispetto ad altre realtà.

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