martedì 15 ottobre 2013

NEL FUOCO - NICHOLAS EVANS

chi non lo conosce... "l'uomo che sussurrava ai cavalli" ha spopolato per un bel po' di tempo, e ha avuto anche un ritorno di notorietà in seguito all'uscita del film. ecco, lui è l'autore di quel bestseller e... non è proprio il mio genere. io sono per i romanzi d'avventura, possibilmente storici, in cui la storia d'amore è un fronzolo fra una battaglia e l'altra, non per libri in cui due si rincorrono per tutta la vita prima di mettersi insieme.

eppure... l'ho letto e senza neanche un po' di difficoltà. non è mai noioso, lo stile è piacevole, le descrizioni accurate e non ci sono momenti morti nella storia, come dire che nonostante la trama non mi abbia fatto impazzire, il libro invece sì.

ma veniamo alla trama, che di per sè è piuttosto semplice per non dire banale (anche se l'intreccio che ne viene fuori è ben gestito). ci sono due amici, lavoro estivo in comune, uno molto ambizioso, musicista, l'altro più calmo e tranquillo, fotografo. il musicista si fidanza con un'educatrice specializzata in ragazzi con problemi, il tutto va per il meglio fino a che non arriva l'estate e la coppia si trasferisce dove lui lavorerà, come sempre in quella stagione, come pompiere. in relatà è un pompiere paracadutista, ma poco cambia. lei e il

fotografo si piacciono, ma nulla può accadere, l'amicizia fra i due è troppo grande per buttarla al vento. le vicissitudini della vita però mettono a dura prova il rapporto fra i due fidanzati e l'amicizia fra i due ragazzi. non vi dico come finisce, ma è facile intuirlo.

colgo però l'occasione pe run paio di riflessioni, in fondo trama e personaggi si trovano facilmente in rete.
- il titolo e la traduzione. il titolo originale dell'opera è legato al lavoro dei due, "The smoke jumper". da noi è stato tradotto con un più sterile "nel fuoco", rimango sempre dell'idea che sarebbe meglio leggere i libri in lingua originale ma purtroppo le mie conoscenze in merito lengono la lettura troppo lunga e difficoltosa, ma ci sto lavorando!
- ammetto che la mia concezione di amore sia un po' fuori dagli schemi, ma pensare che due persone per stare insieme debbano aspettare una decina di anni, attendere che la vita faccia il suo corso, non lo concepisco. io penso che l'amore debba essere vissuto o, se non è possibile, bisogna darsi un'altra possibilità di essere felici, senza ancorarsi a un'idea dell'amore che non può essere vissuta. di conseguenza queste storie in cui lui e lei si amano dal primo momento che si vedono e poi passano mesi, anni a struggersi e rinnegarsi la felicità insieme a me fanno venire il nervoso, per quanto buone siano le intenzioni dei protagonisti di non ferire nessuno. di fatto, comunque, l'altro lo sa quindi è comunque ferito e loro sono infelici. ad ogni modo, almeno, in questo romanzo la situazione è ben narrata e piacevole da leggere, ma rimango dell'idea che certe storie non abbiano senso (sempre secondo me, ovviamente)
- ottima la capacità dell'autore di rendere piacevole e coinvolgente la storia, anche gli elementi più scontati possono essere resi interessanti e degni di attenzione con delle descrizioni, delle frasi, e in questo evans è assolutamente un maestro (motivo per cui continuo a leggere i suoi libri anche se non mi appassionano le storie).

non mi resta che consigliarvelo, senza alcun dubbio.

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