venerdì 24 ottobre 2014

Una favola

c'era una volta una gatta di nome Camilla, arrivata in casa probabilmente troppo presto, ma meglio in casa che abbandonata da chi evidentemente non la voleva... con il tempo era diventata una bellissima gatta di casa, un po' paurosa e timida, ma affettuosa e vogliosa di giocare, tanto che chiamava l'umana di casa per giocare e divertirsi un po', le rare volte in cui non la seguiva come un'ombra. Un maleaugurato giorno arrivarono in casa due ferocissimi cuccioli, all'inizio stavano chusi in una scatola perchè ancora avevano gli occhietti chiusi, ma il pericolo era così evidente che la povera Camilla si rifugiò sopra il mobile e perse la voce. quando trovò il coraggio di scendere da sola dal mobile per mangiare durante il giorno scoprì con disappunto che le due belve erano diventate grandicelle e mangiavano dal suo piattino, giocavano con l'umana e si prendevano tutte le coccole, perchè non erano per niente timide come lei! la convivenza fu più facile di quanto pensasse l'umana, tutto sommato Camilla fece amicizia con le piccole belve, sopportando i loro giochi invadenti e dividendo con loro lettini e coccole. Ma non perdonò l'umana, con cui rimase fredda e timorosa, smise di seguirla, di cercare coccole e solo raramente capitava si concedesse di dormire un po' in braccio, ma al primo segno di movimento o rumore Camilla scappava e si metteva a dormire nella sua cuccetta. Passarano giorni, settimane, mesi e anni e al terzo anno l'umana partì per un weekend e decise di lasciare tutte e tre in casa da sole, con la sicurezza che il nonno le avrebbe accudite piuttosto che portarle a casa sua, dato che non valeva la pena spostarle per così poche ore. Al ritorno l'umana trovò in Camilla una gatta completamente diversa, i primi giorni era solo più coccolona ma più passavano i giorni più Camilla chiedeva all'umana di giocare con lei, di stare insieme a lei mentre giocava, pretendeva addirittura le coccole! Ormai sono passati una decina di giorni e l'umana ha la sua fedele ombra che la segue ovunque va, che controlla ogni sua azione, che gioca con lei e che ogni tanto concede anche alle altre 2 gatte di casa di fare lo stesso, dopo tutto con le "cucciole" non aveva mai avuto da ridire.

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